LAND(E)SCAPES


LAND(E)SCAPES
da nessuna parte


 fuga dal paesaggio, ricerca dell'e-stasi mancata e rincorsa al tempo del non ritorno, verso dove non si è mai stati.

performance audiovisiva in 3 mo(vi)menti e due (e)stasi

SALVATORE INSANA concept e video

FRANK HEIERLI partitura sonora
  
partitura vocale  ELISA TURCO LIVERI


Filmare il paesaggio come atto primario. Confrontare il proprio sguardo con/contro quella naturale o artificiale ribalta chiamata Landscape.
Land(e)scape, inoltrarsi lontano e più lontano ancora con l'immaginazione (un'altra immaginata azione), con l'occhio della tua mente, esplorando l'imperscrutabilità dell'orizzonte.
Land-shape, ovvero come ritrovare nella sintassi architetturale naturale la geometria delle linee, i cambiamenti cromatici, le stratificazioni spazio-temporali. Fascino estetico della materia plastica e, al contempo, punto di dis-orientamento terrestre.
Land-tape, ovvero un illimitato campo di ricerca, serbatoio di suggestioni. Seguire i corpi nello spazio, perdendoli, registrando ogni genere di passaggio, indagando l'interazione umano-non umano. Ripensando cosa possa essere una frontiera, cosa sia un limite-confine, cosa fa di un paesaggio un presagio o uno schermo-specchio interiore, nel nostro insperato e infinito tentativo di vedere oltre il visibile.
Esperire il passaggio di noi sulla terra e quello dello spazio-tempo sulle nostre stesse anime.




Noi non disponiamo di mezzi per raggiungere: in verità raggiungiamo; raggiungiamo subitamente il punto che dovevamo e consumiamo il resto dei nostri giorni a cercare un momento perduto; ma quante volte lo manchiamo, e proprio perché il cercarlo ce ne allontana, unirci è probabilmente un modo di... mancare per sempre il momento del ritorno.

                                                                                                                                G.Bataille